THE TALKING DEAD – EP.18: LA PRIMA LUCE DELL’ALBA

THE TALKING DEAD

Racconto a puntate,  episodio 18: La prima luce dell’alba.

La prima luce dell’alba rischiarò il cielo senza intaccare l’invisibile nube d’oscurità nella quale paese e territorio si sarebbero svegliati. Le strade polverose, i campi pronti per il raccolto, le case isolate o raccolte a grappolo, ogni cosa era al proprio posto, immobile nell’attesa del calore estivo.

Le tenebre, portatrici d’un calore gelido, erano invece in movimento.

Frenando bruscamente, sino a far stridere le gomme senza necessità alcuna, Giorgio fermò l’auto davanti all’abitazione del Sindaco: se la sua intenzione era stata quella di precipitarsi al cancello, la vista dei cadaveri riversi sulla strada gli aveva fatto cambiare opinione. Scese dall’auto, incurante delle proteste dei passeggeri; una veloce ispezione gli permise di ricostruire in fretta l’accaduto.

– Sembra che il Sindaco abbia fatto quello che fa di solito.  Ha fatto di testa sua. Non posso dargli torto, questa volta.

Prima che Don Angelo o la Dottoressa potessero replicare, Mara, la first lady locale, apparve al cancello della villa, vestita soltanto di maglietta, mutandine e fucile da caccia. Quest’ultimo, lo puntò verso Giorgio.

– “Torto” è una parola che non ti puoi permettere, bastardo,

disse, chiudendo l’occhio sinistro per meglio prendere la mira.

Nello stesso istante, dopo quella che lui per primo avrebbe definito, per la stampa e gli elettori,  ‘una salutare corsetta’, Bruno arrivò in vista del cimitero. Dall’esterno  tutto appariva quieto e ordinato: il muro di recinzione in pietra chiara, le fila precise di alberi, i colombari. Linee geometriche decise e rassicuranti. Il cancello spalancato, tuttavia, non rientrava nel quadro.

Ancora ansimando per la corsa, Bruno sostituì il caricatore della pistola, verificando di nuovo l’efficienza dell’arma: la sua prima regola di sempre era non lasciare mai nulla al caso. Appena ebbe varcato il cancello capì che all’opera non s’era messo il caso ma il caos.

Più che la scena familiare d’un cimitero, quello a cui stava assistendo rassomigliava all’ora di meditazione in un convento medioevale. Cadaveri in differente stato di conservazione passeggiavano – a modo loro – per i viali o s’aggiravano con aria quasi curiosa tra i monumenti. Bruno ebbe subito un’intuizione operativa.

Non aveva abbastanza proiettili.